Il Comitato Elettorale Nazionale dell’Etiopia ha disposto lo spostamento a nuova data delle elezioni per il rinnovo delle cariche federali, originariamente previste per il mese di agosto. La decisione è ufficialmente giustificata dall’emergenza sanitaria in atto, sebbene la possibilità di uno slittamento fosse stata anticipata da tempo, visti i ritardi accumulati dal Comitato rispetto alla tabella di marcia. Il rinvio del voto è stato accolto senza particolari polemiche da tutte le principali forze politiche, dal Prosperity Party al Tigray People’s Liberation Front (TPLF) e l’Oromo Liberation Front (OLF).

Ufficialmente, governo e opposizioni convergono sulla necessità di prendere ogni contromisura possibile dinanzi all’avanzare della pandemia, sebbene l’accoglimento unanime della decisione risponda anche e soprattutto a ragioni di opportunità politica. Il Prosperity Party può proseguire il processo di radicamento in quelle aree del Paese dove, fino a poche settimane fa, era privo di strutture di rappresentanza territoriale, come il Tigray. Lo stesso TPLF può sfruttare l’emergenza per dare una prova di forza e consolidare le sue possibilità di riconferma a Mekelle: il Tigray è stato il primo stato regionale in Etiopia a dichiarare lo stato d’eccezione e il primo a pubblicizzare l’istituzione di un laboratorio di analisi del virus. Le forze d’opposizione Oromo, dall’OLF all’Oromo Federalist Congress, potrebbero a loro volta beneficiare della proroga per allargare il fronte di un’eventuale coalizione federalista in funzione anti-Prosperity Party, allargando il proprio orizzonte politico oltre i confini dello stato regionale di Oromia.

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