L’Eritrea ha aggiornato il totale dei casi confermati di Covid-19 sul proprio territorio, saliti a 31, confermando al tempo stesso l’assenza di decessi.

Ampia diffusione è stata data dai media ufficiali alle notizie inerenti l’impegno della diaspora eritrea – soprattutto in Europa e negli USA – nel sostenere il governo con generose donazioni. Il ministro dell’informazione Yemane Meskel ha ufficialmente ringraziato il 9 aprile su twitter gli eritrei nel mondo per il loro impegno nel sostenere le esigenze finanziarie del paese in questa difficile fase di crisi, mentre la stampa locale ha confermato che la cifra raccolta grazie al contributo della diaspora ha raggiunto i 4 miliardi di US$. Anche le forze armate eritree hanno avviato una raccolta di fondi volontaria all’interno dei propri ranghi, raccogliendo in poche settimane oltre 7 milioni di Nakfa (poco meno di 500.000 US$), che sono stato donati al ministero della sanità.

Sul fronte della politica sanitaria interna, invece, perdura il blocco della mobilità generale e la limitazione agli spostamenti personali, mentre è stata prolungata sino al prossimo 29 aprile anche la chiusura dello spazio aereo nazionale.

Restano aperte le principali attività produttive essenziali, soprattutto nel settore degli alimentari e nella filiera del sistema energetico, mentre la gran parte elle attività commerciali è stata sospesa e proibita sino a nuovo ordine.

Come per la gran parte dei paesi africani, non è chiaro come e quanto efficaci siano le misure sanitarie intraprese dall’Eritrea per il monitoraggio delle infezioni e la mappatura del contagio, così come assente è ogni misurazione connessa al numero di tamponi effettuati sulla popolazione.

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