Il 4 maggio scorso, un Embraer 120 Brasilia keniota della African Express Airways (matricole 5Y-AXO), impegnato in un volo umanitario da Baidoa e Bardaale, in Somalia, è precipitato in fase di atterraggio provocando la morte dei sei occupanti a bordo.
Il volo, noleggiato da una ONG che trasportava presidi medici per il contrasto al Covid-19, è precipitato a pochi minuti dall’atterraggio, prendendo fuoco e distruggendosi.
Il ministero degli esteri del Kenya aveva immediatamente sollevato dubbi circa la possibilità che si fosse trattato di un incidente, ipotizzando che fosse stato abbattuto con un RPG o armi da fuoco da una cellula dei terroristi dell’al Shabaab.
Pochi giorni dopo, tuttavia, il comandante del III Settore Amisom in Somalia ha confermato che, a seguito di un’inchiesta, è stato appurato che l’aereo è stato accidentalmente abbattuto da militari etiopici a presidio dell’aeroporto di Bardaale.

Secondo il comandante del III Settore di AMISOM, il personale a guardia dell’aeroporto non avrebbe ricevuto informazioni circa l’arrivo dell’aereo, accorgendosene quindi solo nelle ultime fasi dell’avvicinamento. Nella confusione generata dall’allarme, i militari avrebbero temuto potesse trattarsi di un aereo-killer pilotato da miliziani dell’al-Shabaab, aprendo il fuoco ed abbattendo l’aeromobile a poca distanza dalla pista.

L’incidente, che ha purtroppo causato la morte di 3 membri kenioti dell’equipaggio e tre operatori sanitari somali, ha sollevato proteste a Mogadiscio, riportando in primo piano la difficile gestione delle forze armate etiopiche presenti in Somalia, non inserite nel dispositivo AMISOM sebbene da tempo stabilmente stanziate sul territorio somalo.

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