Le autorità eritree hanno confermato il 4 giugno il riscontro di due pazienti positivi al Coronavirus, a distanza di tre settimane dalla guarigione dell’ultimo paziente dimesso dalle strutture ospedaliere nazionali.

Il paese aveva annunciato con una certa soddisfazione, dopo la dimissione degli ultimi pazienti, di essere il primo Stato nella regione a casi zero, dopo avere condotto una massiccia campagna di tamponi e adottato una rigida politica di lockdown nelle aree urbane.

Nella capitale Asmara, che conta circa 800.000 abitanti, sono state individuate 4.659 famiglie, e un tampone è stato effettuato ad almeno un componente di ogni famiglia, producendo in tal modo uno screening particolareggiato che ha permesso di dichiarare integralmente negativo l’esame condotto.

Una successiva fase di tamponi è stata poi effettuata, con le stesse modalità, nelle principali città del paese, constatando l’assenza del contagio di fatto nell’intera Eritrea.

La politica di prevenzione contro il Covid-19 è poi stata attuata con temponi randomicamente effettuati sulla popolazione, in modo da continuare un più blando ma non meno significativo monitoraggio nazionale.

Ed è proprio nel corso di questi controlli casuali che, il 4 giugno, una coppia residente ad Asmara è risultata positiva al virus, facendo scattare le procedure di isolamento e ricovero nelle strutture ospedaliere.

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