La Camera Alta del parlamento etiopico ha votato ufficialmente per lo spostamento della data delle elezioni per il rinnovo delle cariche federali. Il provvedimento sancisce l’estensione del mandato dell’esecutivo di Abiy Ahmed, il cui termine era inizialmente stabilito per il mese di ottobre, così come quelli delle amministrazioni regionali in carica. Le opposizioni non hanno nascosto le proprie critiche per la decisione, accusando il Prosperity Party di aver approfittato della pandemia per dare una sterzata autoritaria al processo di transizione.

I due principali partiti Oromo e l’Ogaden National Liberation Front hanno rilasciato un comunicato congiunto in cui accusano il governo di poca trasparenza e scarsa inclusività, criticandone la scelta di prolungare il mandato per via di un’interpretazione costituzionale. Le tre formazioni hanno ammonito sui rischi di deragliamento dal processo di democratizzazione, paventando la possibilità di proteste di piazza su larga scala.

Il Tigray People’s Liberation Front (TPLF) ha a sua volta manifestato la propria contrarietà allo spostamento delle elezioni. Contrariamente alle altre forze d’opposizione, il TPLF non si è però limitato ad esprimere il proprio dissenso dinanzi ai media, dichiarando piuttosto l’intenzione di organizzare il voto nello stato regionale del Tigray entro i tempi previsti. Lo strappo del TPLF ha alzato I toni dello scontro con Addis Abeba. La televisione di stato etiopica ha ad esempio dato grande copertura mediatica alle manifestazioni di protesta scoppiate in alcune aree del Tigray contro la riforma delle province decisa dal governo regionale. 

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