È nuovamente assurto alle cronache delle prime pagine della stampa somala il caso – già segnalato lo scorso agosto – delle unità di fanteria dell’esercito federale somalo addestrate in Eritrea.

Secondo quanto riportato da Africa Intelligence lo scorso agosto, il governo eritreo avrebbe organizzato tra il 20 e il 21 agosto del 2019 un primo ciclo formativo per l’addestramento di unità di fanteria dell’esercito federale somalo, all’interno di un accordo riservato.

Le indiscrezioni trapelate a Mogadiscio nello stesso periodo hanno fatto riferimento ad un ciclo addestrativo per forze speciali, per un totale di 600 uomini divisi in tre gruppi, che avrebbero raggiunto la capitale eritrea in aereo, per essere poi ospitati e addestrati in da locali unità selezionate dell’esercito.

La riservatezza del programma, secondo le indiscrezioni raccolte in Somalia, sarebbe da ricondurre alla volontà del presidente Farmajo di costituire una nuova unità d’élite da affiancare – ma forse anche per la sostituzione – di quelle oggi conosciute come “Scudo” e “Lancia”.

L’operazione sarebbe stata condotta sotto la supervisione dell’intelligence somalo, il NISA (National Intelligence and Security Agency), e mantenuta sotto il più stretto riserbo per impedire qualsiasi tipo di infiltrazione da parte delle milizie dell’al Shabaab, ma anche per evitare contrasti all’interno del vertice militare che coordina le forze speciali nazionali.

Nessuna indiscrezione è invece trapelata da parte eritrea, dove il programma di addestramento è stato coperto dal più assoluto segreto, senza alcuna menzione da parte degli organi istituzionali e della stampa.

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