Gibuti ha autorizzato il primo cambio di equipaggio di nave mercantile sul proprio territorio ed è pronta a favorire il rientro in patria di un numero maggiore di marittimi che sono stati bloccati dal coronavirus a bordo delle proprie navi.

Le continue complicazioni dovute alla sostituzione degli equipaggi delle navi, a causa delle restrizioni della pandemia, in alcune giurisdizioni stanno ancora influenzando le catene di approvvigionamento, nonostante l’allentamento del blocco in molte parti del mondo.

 Circa 400.000 marittimi sono interessati sulla terraferma o sulle navi – con molti in mare per più del limite di 11 mesi stabilito dalla convenzione sul lavoro marittimo.

Second i rappresentanti dell’industria marittima internazionale molti equipaggi sono stremati, in una situazione che le Nazioni Unite hanno descritto come una “crisi umanitaria”.

La prima operazione di cambio di equipaggio si è svolta nei giorni scorsi a Gibuti e ha coinvolto 19 marittimi che erano in mare su una nave mercantile da oltre un anno. Aboubaker Omar Hadi, presidente della Djibouti Ports and Free Zones Authority del governo, ha dichiarato che il trasferimento dell’equipaggio – che includeva i marinai che li sostituivano e che erano arrivati in aereo – è durato meno di due giorni.

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