Addis Abeba è stata attraversata da violenti scontri nel corso della settimana, a seguito delle manifestazioni innescate dall’assassinio del celebre cantautore Oromo Hachalu Hundessa.

Celebrato come un paladino dei diritti degli Oromo, Hachalu Hundessa era stato ucciso da ignoti assalitori nella notte del 29 giugno nelle strade della capitale. La sua morte improvvisa ha spinto migliaia di dimostranti Oromo a scendere in piazza in segno di lutto, ma le proteste pacifiche hanno ben presto preso una piega violenta. Assassinii su base etnica e saccheggi hanno investito diversi centri urbani del Paese, con un bilancio ancora tutto da scrivere.

Il governo federale ha risposto con il pugno duro. Il primo ministro Abiy Ahmed è apparso in televisione in tenuta militare, mentre la procura federale ha accusato alcuni esponenti dell’opposizione di aver volontariamente orchestrato le violenze per condurre un tentativo di colpo di stato sulla falsariga del presunto golpe del 2019 nello stato dell’Amara.

Tra i politici più in vista detenuti dalle autorità figurano Jawar Mohammed e Bekela Gerbe per l’Oromo Federalist Congress, Eskinder Nega per Balderas e Kennesa Ayanna per l’Oromo Liberation Front.

La repressione operata dall’esecutivo rischia di acuire ulteriormente le tensioni nel Paese, già scosso dalla recente controversia sull’estensione del mandato governativo per far fronte alla pandemia da COVID-19. 

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