Il primo ministro Abiy Ahmed ha confermato l’8 luglio l’intenzione di avviare il riempimento del bacino idrico del GERD a partire dall’inizio della stagione delle piogge, nel mese di luglio.

Nell’annunciare le intenzioni dell’Etiopia, il primo ministro ha voluto precisare che l’avvio delle operazioni di riempimento non arrecherà alcun danno all’Egitto, essendo previsto di utilizzare solo l’acqua piovana, senza intaccare i regolari flussi idrici del Nilo. Il primo ministro si è detto anche sicuro della prossima definizione di un accordo con i paesi regionali, cercando di smorzare le non poche critiche sollevate sul piano internazionale dalla decisione.

L’Egitto, in modo particolare, ha accusato l’Etiopia di aver agito in assenza di una soluzione concordata con gli attori regionali e di aver accelerato il processo di gestione del bacino per ragioni squisitamente connesse alla drammatica evoluzione della politica interna, caratterizzata da tensioni e violenze che il primo ministro Abiy vorrebbe cercare di sopire attraverso il ricorso al nazionalismo.

Accuse pesanti, quelle del Cairo, cui il governo etiopico ha risposto in modo pacato e rassicurante, aggiungendo di essere costretto ad avviare il riempimento del bacino idrico (il cui completamento richiederà tra i cinque e i sette anni) per non pregiudicare l’efficienza tecnica della diga. Lo scorso giugno l’Etiopia aveva accettato di rinviare il processo di riempimento durante una sessione speciale sull’argomento indetta dall’Unione Africana, impegnandosi a tornare al tavolo delle trattive tripartite, specificando tuttavia che i tempi di gestione del dialogo comune avrebbero dovuto essere rapidi, per non compromettere la tabella di marcia nello sviluppo della diga.

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