Il 23 luglio il Ministero della Salute di Gibuti ha confermato che il numero totale dei casi di Covid-19 sul proprio territorio è assestato a 5.031, con 58 morti dall’inizio della pandemia. L’andamento della situazione epidemiologica sembra in tal modo essere molto incoraggiante: nelle ultime settimane è stato osservato un calo significativo del numero di casi positivi individuati quotidianamente, e a una sola cifra negli ultimi giorni. Il tasso di positività è passato dal 22%, riportato nel precedente rapporto sulla situazione, all’1-2% nelle ultime due settimane. Anche il tasso di mortalità è sceso dall’8,8% allo 0,0% nelle ultime due settimane. Mentre il numero di casi nel paese è diminuito, sono stati segnalati diversi casi positivi tra i viaggiatori che sono arrivati a Gibuti attraverso i voli recentemente ripresi. È necessaria un’alta vigilanza per garantire che tutti i casi segnalati siano messi in quarantena in modo efficace per evitare una nuova recrudescenza della trasmissione da parte della comunità.

Il 16 luglio il Ministero della Salute ha emanato una circolare sulla riapertura delle frontiere, specificando i protocolli sanitari per i passeggeri. I viaggiatori che arrivano a Gibuti devono essere sottoposti a screening all’arrivo nei porti/aeroporti di ingresso; portare con sé i risultati di un test di screening Covid-19 al momento della partenza se richiesto dalle autorità del proprio paese di destinazione; essere muniti di maschere protettive al momento della partenza o dell’arrivo ai punti di ingresso; rispettare la distanza fisica di un metro, se possibile, in tutte le fasi del viaggio; portare con sé un gel idroalcolico per tutta la durata del viaggio.

Il 12 luglio il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha presieduto una riunione di consultazione con i partner sulla tabella di marcia per la ripresa e per l’elaborazione del Piano di sviluppo nazionale, con la partecipazione dei partner per lo sviluppo e della società civile. Questa roadmap è stata strutturata sulla base di una valutazione macroeconomica e di un approccio decentralizzato alla salute, alla protezione sociale e al sostegno al bilancio, per “non lasciare nessuno indietro”.

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