La ripresa dei colloqui tra Etiopia ed Egitto in merito alla controversia sorta intorno alla prima fase di riempimento del bacino idrico della GERD ha avuto breve durata.

I lavori, che hanno preso avvio al Cairo il 4 agosto scorso, hanno visto la partecipazione dei delegati dell’Egitto, dell’Etiopia e del Sudan, e si sono ben presto arenati dinanzi all’evidenza dell’avvio da parte dell’Etiopia della prima fase per il riempimento del bacino idrico della diga. L’Egitto, sostenuto dal Sudan, invoca il rispetto dei trattati del 1929 e del 1959, mentre al contrario l’Etiopia sostiene con vigore la prevalenza dell’accordo siglato nel 2010 a Entebbe da Burundi, Etiopia, Kenya, Ruanda, Tanzania e Uganda, ed avversato al contrario dall’Egitto e dal Sudan.

L’impasse negoziale si è conclusa con il ritiro dell’Egitto dai colloqui, e con la formale richiesta di intervento dell’Unione Africana per arrestare il processo di riempimento unilateralmente deciso dall’Etiopia. Anche il Sudan ha minacciato di abbandonare il negoziato, invitando l’Etiopia a formulare proposte concrete sul piano negoziale.

L’Etiopia avrebbe proposto in via informale all’Egitto e al Sudan di stipulare un primo accordo limitato alla questione del riempimento del bacino idrico, rimandando invece la questione della gestione del bacino stesso ad un futuro successivo accordo, che includa anche a più ampio raggio la gestione dei flussi idrici del Nilo Azzurro. Questa proposta sembra non aver incontrato il favore né dell’Egitto, né del Sudan.

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