Secondo quanto dichiarato da Yemane Nigus, leader d’opposizione tigrino a capo dell’organizzazione di recente formazione chiamata Fenkl, le forze del TPLF nel Tigrè etiopico si starebbero preparando a sferrare un conflitto contro il governo centrale di Addis Abeba e contro l’Eritrea.

Il Fenkl, movimento giovanile tigrino di opposizione, ha accusato le autorità dello Stato regionale del Tigrè di essere impegnato nel reclutamento di alcune migliaia di giovani che vengono poi mandati a seguire programmi di addestramento militare in caserme remote. Tali reclutamenti, sempre secondo il vertice del Fenkl, sarebbero stati spesso condotti anche in modo coercitivo, invitando giovani da ogni parte del paese a trasferirsi nel Tigrè con la promessa di ricevere appezzamenti di terreno, salvo poi costringerli ad accattare la sola opzione di un addestramento di natura militare.

Secondo Yemane Nigus, inoltre, il TPLF sarebbe impegnato nella disseminazione di informazioni false alla popolazione, inducendo a credere che il governo eritreo e quello centrale etiopico sarebbero in procinto di sferrare un attacco militare contro la regione del Tigrè.

Sebbene sia difficile allo stato attuale valutare la veridicità delle informazioni disseminate dalle forze di opposizione del Tigrè, tali dinamiche si inseriscono purtroppo nell’ambito di un concreto e sempre più minaccioso deterioramento delle relazioni tra il governo di Addis Abeba e alcuni degli Stati federali del paese, tra cui il Tigrè.

Della crisi nella regione del Tigrè avrebbero discusso anche il primo ministro Abiy Ahmed e il presidente Isaias Afeworki nel corso della visita condotta del premier etiopico in Eritrea alcune settimane fa, esprimendo reciproche preoccupazioni per la possibilità di una evoluzione violenta della crisi che vede contrapporsi il governo centrale a quello regionale sulla questione del posticipo delle elezioni.

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