La società australiana Danakali ha annunciato il 2 settembre di aver completato un aggiornamento nel progetto di sviluppo dell’impianto minerario di Colluli, apportando sostanziali ottimizzazioni soprattutto sul fronte dell’impatto ambientale.

In particolar modo è stato deciso di realizzare gli impianti di pompaggio delle acque sulla costa, anziché realizzare una condotta sottomarina, il cui impatto ambientale avrebbe potuto risultare critico.

L’amministratore delegato della Danakali, Niels Wage, si è espresso in termini ottimistici in merito alla fattibilità del progetto, sostenendo che le ulteriori implementazioni in termini di impatto ambientale ne rendono ancora più robusta la validità complessiva.

Questi annunci da parte della società di sviluppo del progetto, per quanto incoraggianti, sono tuttavia giudicati con perplessità da parte del mercato finanziario e degli investitori, che non vedono reali progressi nell’avvio della fase 3 (quella relativa alla costruzione delle infrastrutture) e temono la presenza di ostacoli e difficoltà.

Il finanziamento da parte della Africa Finance Corporation (AFC) per il completamento della seconda tranche dell’equity non è ancora stato finalizzato, e si parla adesso del mese di novembre come possibile data per la sua esecuzione. Alcuni operatori finanziari temono che i ritardi nella tabella di marcia possano essere dovuti all’insorgere di problemi locali o nella fattibilità del progetto, assumendo una postura cautelativa nella valutazione sullo sviluppo di Colluli.

Al tempo stesso, il governo eritreo ha urgenza di vedere progressi sullo sviluppo del progetto, che rappresenta di fatto uno dei più importanti – se non il più importante – per il rilancio dell’economia nazionale. Sarà quindi importante osservare l’evoluzione dei prossimi due mesi, e soprattutto i reali passi avanti sul fronte del finanziamento, per comprendere la reale capacità di sviluppo di Colluli e i suoi tempi.

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