Con discrezione inizia a prendere vita a Gibuti il dibattito politico di preparazione delle prossime elezioni presidenziali, previste per il mese di aprile del 2021.

Il presidente dell’assemblea nazionale gibutiana, Mohammed Ali Houmed, nel corso di una recente intervista ha affermato di non sapere se il presidente Ismail Omar Guelleh intenda candidarsi per un quinto mandato, aggiungendo che questi deciderà quando il “momento sarà opportuno”.

Gli analisti internazionali sono convinti che il presidente Guelleh e il suo partito Rassemblement Populaire pour le Progres (RPP) non solo parteciperanno attivamente alle elezioni ma riusciranno anche come sempre a dominarle, sollevando dubbi sulla trasparenza del processo elettorale e sula reale capacità per le forze di opposizione di potersi cimentare lealmente con le forze di governo.

Il presidente Guelleh, al governo dal 1999 con quattro mandati presidenziali consecutivi, è a capo del partito RPP, che domina anche l’Assemblea Nazionale quale forza di maggioranza dell’alleanza Union pour la Majorité Présidentielle (UMP). Nel 2013 le forze di opposizione si sono unite nell’alleanza Union pour le Salut National (USN), dominata al suo interno dal partito Alliance Républicaine pour la Democratie (ARD) e dal Parti National Démocratique (PND).

L’ex sindaco di Gibuti, Abdourahman Mohamed Guelleh, a capo del partito Parti du Rassemblement pour l’Action, la Démocratie, le Développement et l’ècologie (RADDE), ha pubblicamente chiesto lo scorso 12 settembre che il governo fornisca garanzie per le elezioni presidenziali del 2021, citando espressamente casi di brogli del passato e la necessità che la commissione elettorale presieduta dall’Unione Africana provveda ad organizzare in modo trasparente il registro elettorale nazionale.

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