Dopo quasi due mesi dalla sfiducia ad Ali Kayre, il nuovo Primo Ministro è il 57enne Mohamed Hussein Roble, indicato il 17 settembre dal Presidente Farmajo perché “competente” ed “esperto”; se confermato, Roble dovrà comunicare entro un mese la propria squadra di governo e ottenere anche in quel caso la fiducia dalla Camera (in scadenza il 27 dicembre). La sua azione è finalizzata a traghettare il Paese verso il voto – a partire da novembre, conclusione nel 2021 (il mandato presidenziale scade il 7 febbraio). Un accordo aveva infatti appena definito anche il modello elettorale: poche le modifiche al sistema 4,5 a differenza di quanto emerso a Dusa Mareb, rimandate le ipotesi di suffragio universale. Il Parlamento deve approvare anche queste condizioni.

Le parole del Presidente servono a stemperare le perplessità per un novizio, ingegnere civile formatosi alla Somali National University e poi rifugiatosi in Svezia nel 1991; la sua esperienza è legata a un impiego internazionale presso l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Roble è però una novità, che può favorire il raggiungimento di utili compromessi.

I mugugni sono in effetti indirizzati allo stesso Farmajo, che avrebbe scelto un uomo che ne rafforza il potere, mentre l’accordo esclude la Commissione elettorale federale dal processo e riduce a 101 i delegati di ciascun caucus e a 2 i seggi elettorali per ciascuno Stato federale. Su questo terreno Farmajo sembra aver vinto la sua scommessa, riuscendo a risolvere a proprio favore lo stallo emerso da febbraio. Egli concederà maggiore potere ai clan di quanto i notabili stessi sembrassero attendersi, riesumando aspetti del voto del 2016/2017 e mantenendo peraltro sia l’Oltregiuba che il Puntland allineati. Protestano perciò i partiti di opposizione del Forum dei partiti nazionali, sebbene aver sciolto lo stallo renda più chiaro il percorso verso il voto.

Le sfide da risolvere sono riassunte nello stesso messaggio di presentazione di Roble: sicurezza; ricostituzione delle Forze Armate; sviluppo economico e lotta alla corruzione. Un programma che avrebbe bisogno di ben più che pochi mesi per essere attuato.

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