Il 14 settembre è stato ufficialmente lanciato il fondo sovrano di Gibuti (Fonds Souverain de Djibouti – FSD), annunciato lo scorso giugno con lo scopo di dare impulso all’economia nazionale e al finanziamento dei progetti di sviluppo.

Il Fondo, nelle intenzioni del governo, si adopererà per modernizzare l’economia del Paese, per dare impulso alla crescita di un settore privato competitivo e per favorire lo sviluppo del settore produttivo pubblico, che rappresenta uno degli strumenti essenziali di questa trasformazione.

La creazione del FSD è parte del più ampio programma denominato “Vision 2035”, una strategia di sviluppo a lungo termine della Repubblica di Gibuti che mira a collocare il paese come un polo commerciale, logistico, portuale e digitale di primo piano.

Costituito sotto forma di società a responsabilità limitata, con unico azionista lo Stato di Gibuti, il Fondo mira a raccogliere la ricchezza nazionale per far leva sulla capacità di Gibuti di investire rapidamente. Secondo le autorità di governo il Fondo consentirà un migliore controllo dei progetti, permettendo di concentrarsi al tempo stesso sugli interessi nazionali e strategici del paese.

Il ruolo che il Fondo sarà chiamato idealmente a svolgere è quello di partner forte per gli investitori nazionali e internazionali, agendo sia per la crescita che per l’occupazione, allo scopo di perseguire una strategia di diversificazione economica.

Le attività del Fondo Sovrano di Gibuti sono state ufficialmente avviate il 14 settembre nel palazzo presidenziale della capitale, dando seguito alle disposizioni previste dai decreti attuativi promulgati il 24 giugno 2020. Alla guida del Fondo è stato nominato Mamadou Mbaye, con l’incarico di Direttore Generale, forte dell’esperienza maturata in precedenza come vicepresidente del Fondo Sovrano per gli Investimenti Strategici del Senegal (Fonsis).

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