Il completamento della diga del monte Misilam, nel 2014, ha determinato un significativo mutamento geomorfologico nella regione settentrionale del bacino del fiume Mareb, soprattutto sul piano della flora, cresciuta rigogliosamente.

Il progetto di sviluppo della diga ha determinato un invaso di 523 chilometri quadrati, capace di raccogliere gli oltre 300 mm di precipitazioni annue registrate sul complesso montuoso, per un totale di 38 milioni di metri cubici d’acqua.

Questa ampia massa idrica è capace di servire il fabbisogno delle tre città di Dubaruwa, Dekemhare e Mendefera, oltre ad assicurare il necessario volume di acqua richiesto soprattutto dalle coltivazioni e dagli allevamenti di altri 50 villaggi minori, favorendo un notevole impulso allo sviluppo delle attività agricole e della pastorizia.

L’abbondanza di acqua e la possibilità di effettuare ulteriori impianti per la canalizzazione ad uso delle attività agricole ha spinto il governo eritreo a lanciare un’iniziativa per favorire l’attrazione di nuove attività agricole nella regione e per realizzare piccoli centri abitativi destinati a sostenere lo sviluppo dell’indotto derivante dal potenziamento delle colture e degli allevamenti.

L’ampia disponibilità di terreno e la relativa vicinanza ad Asmara possono consentire, secondo le intenzioni del governo eritreo, lo sviluppo di un polo agricolo capace di servire la capitale e la sua provincia, dando impulso all’economia regionale.

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