A sei mesi dalle elezioni politiche di Gibuti – e sembra confermato che non ci saranno ritardi imputabili al Covid-19 – il presidente Ismail Omar Guelleh non ha ancora sciolto le riserve in merito alla possibilità di un suo ulteriore (il quinto) mandato presidenziale.

Esclusa allo stato attuale qualsiasi ipotesi di successione a Guelleh all’interno del suo entourage, mancando del tutto un profilo politico di statura paragonabile e, soprattutto, un riconoscimento in tale ruolo da parte del presidente in carica.

Anche l’opposizione politica sembra titubare nel voler palesare le proprie intenzioni e i propri candidati, nell’attesa di comprendere quale potrà essere la strategia di Guelleh e misurare di conseguenza una risposta tanto sul piano dei programmi che dei candidati.

La repressione governativa nel settore dell’informazione penalizza fortemente l’opposizione, che in tal modo non dispone di adeguati strumenti per la diffusione delle proposte politiche e delle candidature, a vantaggio delle forze di governo e del presidente Guelleh.

L’unica figura politica d’opposizione in questo momento visibile nel panorama politico gibutiano è quella di Ilaya Ismail Guedi Hared, figlia del defunto leader dell’Unione per la Democrazia e la Giustizia (UDJ) Ismail Guedi Hared, la quale tuttavia non ha ancora lanciato una vera e propria compagna elettorale. La restante parte dell’opposizione è invece rappresentata da gruppi politici, ed in particolar modo l’Unione pour le Salut National (USN), presieduta da Adnan Mohamed Abdou, e il  Rassemblement pour l’Action, la Démocratie et le Développement écologique (RADDE), presieduto da Abdourahman Mohamed Guelleh. In entrambi gli schieramenti non sono state ancora comunicate le candidature.

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