Secondo i dati diramati dalle Nazioni Unite, la situazione del Covid-19 a Gibuti alla data del 30 settembre sarebbe interessata da un netto aumento dei contagi, con 5.416 casi confermati e una percentuale di mortalità dell’1,1%.

Il progredire dell’incremento anche nel corso del mese di ottobre ha convinto le autorità gibutiane a rivedere la decisione di mantenere aperti i propri confini terrestri, aerei e marittimi, disponendo il 21 ottobre la chiusura delle frontiere terrestri e il successivo 22 ottobre un decreto a firma del ministro della sanità, Mohamed Warsama Dirieh, inerente il rafforzamento del dispositivo di tracciamento e presa in carico degli individui risultati positivi al Covid-19.

Il provvedimento di chiusura delle frontiere è limitato alla circolazione degli individui, mentre è fatta salva la movimentazione di tutte le merci, con disposizioni specifiche per la gestione del personale addetto ai mezzi di trasporto su ruota e ferroviari.

Il provvedimento di chiusura delle frontiere terrestri è stabilito per una durata di due settimane, salvo rinnovo nel caso in cui la diffusione del contagio dovesse subire ulteriori incrementi.

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