Suscita qualche attenzione a Mogadiscio il rientro dell’ex Presidente Sharif Sheikh Ahmed, in vista delle prossime elezioni nelle quali dovrebbe candidarsi alla presidenza.

Il Forum dei Partiti Nazionali non ha sciolto le riserve sul proprio candidato, dunque Sheikh Ahmed – con il suo successore Sheikh Mohamud – resta ad ora una delle ipotesi che vengono dall’opposizione a Farmajo.

Egli non ha lesinato dichiarazioni sulla volontà di vedere un Paese “forte”, “giusto” e “pacifico”: parole che disegnano una piattaforma politica. Una delegazione internazionale (AU, UN) è giunta nel frattempo a Dhusamareb – e ha reiterato appelli alla collaborazione tra leader in merito al voto.

Inscenate alcune proteste di piazza contro la Francia, in diverse città inclusa Mogadiscio. Il motivo immediato sono state le vignette di Charlie Hebdo sul profeta Maometto, difese da quel Presidente Macron ma ritenute blasfeme. Numerosi giovani vi hanno preso parte; bruciati simboli e bandiere francesi in iniziative per altri versi pacifiche. Si segnalano alcuni appelli a boicottare prodotti francesi e anche richieste ai leader nazionali di essere più attivi nel denunciare chi calpesta i sentimenti religiosi.

Due attentati hanno insanguinato Mogadiscio; il 28 ottobre un ordigno esplosivo improvvisato ha ucciso due operatori sanitari, incaricati di distribuire vaccino antipolio per UNICEF e OMS. L’esplosione di un’autobomba diretta a un commissario distrettuale ha inoltre mietuto altre due vittime e provocato cinque feriti all’incrocio di Sinka Dher; l’esplosione è avvenuto quando il commissario ha raggiunto la scena di un precedente crimine. La base militare keniota di Taabta nel Basso Giuba è stata inoltre attaccata da militanti al Shabaab, respinti.

Il Premier Roble ha ricevuto in visita di cortesia l’Ambasciatore turco in Somalia Yilmaz, per discutere del rafforzamento delle relazioni bilaterali, di cooperazione allo sviluppo e di sicurezza. Approvato il bilancio 2021, per 671,8 milioni di dollari USA: +46% rispetto al 2020. Include le spese per organizzare le elezioni e 38 milioni per interventi in aree prioritarie: salute, istruzione, inondazioni, giustizia, ricostruzione strade e riforme.

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