Da tempo l’India ha manifestato il proprio interesse ad esercitare una maggiore presenza – e influenza – lungo le coste del Corno d’Africa, al fine di consolidare i propri interessi militari ed economici nell’area dell’Oceano Indiano e del Mar Rosso.

L’India intende in tal modo rafforzare le rotte di navigazione che interessano i propri porti e quelli delle aree dell’Africa Orientale nei quali la presenza commerciale indiana è rilevante, oltre a difendere le prerogative delle attività di pesca d’altura delle proprie industrie di settore, e, in termini di prospettiva, lo sfruttamento delle risorse minerarie presenti.

In tempi più recenti, quindi, l’India ha avviato operazioni umanitarie e militari e sostegno del proprio soft power regionale, rafforzando i legami con la maggior parte die paesi che si affacciano sulle coste orientali africane.

In quest’ottica si inserisce la missione della marina militare indiana “Sagar II”, lanciata negli scorsi giorni con l’obiettivo di portare aiuti a quattro paesi della regione, Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Gibuti, colpiti dalla crisi sanitaria del Covid-19 e dall’invasione delle cavallette che ha danneggiato pericolosamente i raccolti.

L’unità da trasporto della marina militare di Nuova Delhi INS Airavat ha trasportato nella regione 270 tonnellate di aiuti alimentari, tra cui 150 tonnellate di farina di cereali, 65 tonnellate di riso e 50 tonnellate di zucchero.

La missione regionale indiana, sebbene gestita dal ministero della difesa, ha coinvolto anche il ministero degli esteri indiano, che ha coordinato la politica di distribuzione degli aiuti e, soprattutto, gestito la comunicazione strategica associata alla missione, ribadendo come questa sia espressione della visione strategica del primo ministro conosciuta come “Security and Growth for All in the Region” (SAGAR, nel suo acronimo).

Una prima missione SAGAR era stata lanciata gli scorsi mesi di maggio e giugno del 2020, con la medesima strategia di portare aiuti alimentari e medicinali a cinque paesi dell’Oceano Indiano – Maldive, Mauritius, Seychelles, Madagascar e Comore – particolarmente colpiti dalla pandemia e interessati da notevoli difficoltà nel processo di approvvigionamento sanitario e alimentare.

RISPONDI

Prego inserisci un commento
Scrivi il tuo nome