Le forze armate egiziane e quelle sudanesi hanno organizzato un’esercitazione comune, in Sudan, che si protrarrà per circa due settimane e vedrà impegnate le forze aeree e di terra di entrambi i paesi.

L’esercitazione, denominata Aquila del Nilo 1, si concentrerà principalmente intorno alla base di Marwa, a nord della capitale Khatoum ed è la prima di questo tipo organizzata dai due paesi.

Il governo egiziano ha commentato l’organizzazione dell’attività addestrativa congiunta come parte della più ampia collaborazione militare in corso tra le forze armate dei due paesi, nell’intento di sviluppare competenze e capacità di comune interesse.

L’attività è parte di un progetto di cooperazione militare bilaterale siglato al Cairo il 2 novembre scorso tra il capo di stato maggiore delle forze armate egiziane, Gen. Mohamed Farid, e la sua controparte sudanese, Gen. Muhammad Othman Al-Hussein, destinato a favorire la periodica organizzazione di esercitazioni congiunte, scambi sul piano esperienziale e cooperazione in ogni settore dell’attività addestrativa.

L’esercitazione coinvolgerà reparti aerei dei due paesi nella condotta di azioni simulate di attacco e difesa, combinando l’attività aerea con l’impiego delle forze speciali a terra.

L’esercitazione congiunta tra Egitto e Sudan, tuttavia, ha destato allarme nella regione, e soprattutto in Etiopia, dove il governo federale interpreta la manovra come una diretta minaccia ad Addis Abeba, la cui diga sul Nilo è parte di un lungo e difficoltoso dialogo con Il Cairo.

L’innalzamento dei toni tra i due paesi in conseguenza della mancata capacità di riprendere il dialogo per la gestione del riempimento del bacino idrico della diga e, più in generale, per la regolamentazione futura dei flussi, ha destato preoccupazioni nel corso degli ultimi mesi. I timori sono cresciuti all’indomani delle recenti esternazioni del presidente USA Trump, secondo il quale l’Egitto potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di colpire la diga con un bombardamento aereo, cui l’Etiopia ha risposto potenziando il proprio dispositivo militare locale e determinando una vasta no-fly-zone in corrispondenza dell’ampia area interessata dalla diga.

Le esercitazioni congiunte tra Egitto e Sudan, infine, vengono condotte proprio nel momento della massima tensione militare in Etiopia nella regione del Tigrai, facendo sospettare agli stati maggiori federali etiopici l’intenzionalità di una mossa atta a esercitare una forte pressione politica nel momento caratterizzato dalle più forti tensioni regionali da trent’anni a questa parte.

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