Una delegazione di Stato eritrea guidata dal ministro degli Esteri Osman Saleh e dal consigliere presidenziale Yemane Ghebreab si è recata in Egitto il 17 e 18 novembre, dove ha incontrato il ministro degli esteri Sameh Shoukri.

Sebbene il ministero dell’informazione di Asmara abbia affermato che la visita fosse inserita nell’ambito degli incontri bilaterali di routine e primariamente incentrata sulla discussione di questioni economiche, numerose indiscrezioni hanno confermato come i principali elementi di discussione siano stati rappresentati dall’evoluzione della crisi nel Tigrai etiopico e dalla questione della diga GERD.

Si intensifica in tal modo l’azione diplomatica eritrea nella regione, assumendo un ruolo centrale nella mediazione delle sempre più complesse dinamiche della politica etiopica, le cui direttrici generali in parte coincidono con gli interessi e la visione politica dell’Eritrea.

Il governo eritreo, dopo un lungo periodo di isolamento accompagnato dall’imposizione di sanzioni da parte della comunità internazionale – revocate all’indomani dell’avvio del processo di pace con l’Etiopia – si trova oggi nella strategica posizione di rappresentare un punto di equidistanza nelle numerose tensioni regionali, sfruttando questo sua posizione per acquisire un ruolo centrale nella mediazione delle crisi regionali.

Particolarmente efficace, in questa delicata fase, appare quindi il ruolo svolto dall’Eritrea nella gestione quantomeno del dialogo tra Egitto, Sudan ed Etiopia, interessati da una molteplicità di crisi che si intersecano lungo i confini e lungo il corso del Nilo Blu, determinando tensioni che potrebbero facilmente evolvere sul piano della violenza.

L’Egitto, storicamente vicino all’Eritrea, ha recentemente ribadito il proprio interesse per una più attiva presenza nel Mar Rosso a tutela degli interessi economici che vi transitano in direzione di Suez, annunciando lo scorso anno la possibilità di un accordo con il governo de l’Asmara per l’apertura di una base navale nell’arcipelago delle isole Dhalak (proposta poi rimasta apparentemente senza seguito).

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