La Russia ha firmato con il Sudan un accordo per l’apertura di una base navale nel Mar Rosso, allo stato attuale capace di fornire solo appoggio logistico sino ad un massimo di quattro navi.

L’accordo è teso ad ampliare la capacità di proiezione delle unità militari russe nell’Oceano Indiano, predisponendo uno scalo dove poter compiere interventi routinari di manutenzione, rifornimento e assistenza agli equipaggi.

Secondo i termini dell’accordo raggiunto tra Mosca e Khartoum, la marina militare russa stazionerà nella base fino ad un massimo di 300 uomini, con il compito di assistenza a navi con propulsione tradizionale e nucleare.

In molti sospettano che l’interesse primario della Russia sia quello di costituire una base di appoggio per la flotta sommergibili a propulsione nucleare, sebbene questa ipotesi venga smentita dalla marina militare russa, che insiste sulla necessità di una base d’appoggio per le unità impegnate nell’Oceano Indiano.

Anche l’India nutre un crescente interesse verso il Mar Rosso e il Corno d’Africa, come dimostrato dalla recente missione navale “Sagar II” e dall’altrettanto recente esercitazione congiunta con la Russia, denominata  Passex, dove le unità Shivalik e Kadmatt hanno svolto il 4 e 5 dicembre attività addestrative insieme alle unità russe Varyag, Admiral Panteleyev e Pechenga.

In un comunicato della marina militare indiana, l’esercitazione viene definita come “un’attività volta ad incrementare l’interoperabilità e lo studio delle migliori pratiche di cooperazione con le flotte di paesi amici, svolgendo attività di superfice e anti-sommergibile, prove di fuoco ed esercitazioni con l’impiego di elicotteri”.

L’esercitazione segue di pochi mesi quella denominata Indra, sempre svolta dalla marina indiana e quella russa lo scorso settembre, mentre gli indiani hanno deciso di non prendere parte alla grande esercitazione russa Kavkaz 2020 tenutasi nel Mar Nero.

Anche l’India sembra intenzionata ad aprire una propria base navale avanzata nell’Oceano Indiano, e da tempo sono in corso colloqui con il governo delle Seychelles per lo studio di fattibilità dello sviluppo di una base d’appoggio sull’isola di Assumption.

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