Il ministro degli esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, si è recato in visita in Eritrea il 16 dicembre, incontrando il presidente Isaias Afewerki e il suo omologo Osman Saleh.

Molto scarno il comunicato che è stato diramato da ambo le parti a margine della visita, che si limitato a specificare come il ministro degli esteri saudita abbia consegnato al presidente eritreo un messaggio personale da parte del Re Salman e di suo figlio Mohammed bin Salman, nell’ambito di un incontro volto a discutere delle più importanti questioni regionali di interesse bilaterale.

La visita del ministro degli esteri Faisal bin Farhan Al Saud si inserisce in realtà nell’ambito di un intenso programma di viaggi organizzato dalla corona saudita per rinsaldare le relazioni regionali, e voluto dallo stesso Re Salman in quella che molti considerano come un’iniziativa volta a marginalizzare il figlio Mohammed bin Salman a favore di una più pragmatica linea politica dettata dalla prima generazione del potere saudita.

In modo particolare, la visita in Eritrea avrebbe avuto il duplice scopo di discutere da un lato della recente crisi nel regione del Tigrai etiopico e delle sue conseguenze sul piano regionale, e dall’altro esporre all’Eritrea il piano di riavvicinamento al Qatar proposto dai sauditi ai paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e ai principali paesi dell’area.

Ulteriore elemento di comune interesse è stato quello del conflitto in Yemen, nell’ambito del quale l’Eritrea ha messo a disposizione degli Emirati Arabi Uniti la base aerea e navale di Assab.

Il commento alla visita da parte della diplomazia saudita è stato molto positivo, parlando di piena convergenza e comuni vedute, di rafforzamento del rapporto bilaterale e della possibilità di istituire un Comitato Congiunto per la gestione delle politiche regionali.

La settimana precedente, l’8 dicembre, il ministro degli esteri Faisal bin Farhan Al Saud aveva invece visitato il Sudan, incontrando il presidente del Consiglio Transitorio Sovrano Gen. Abdullah Al-Burhan e il ministro degli esteri pro tempore Omar Qamar Al-Din. Entrambe le visite dimostrano il vivo interesse dell’Arabia Saudita per l’evoluzione delle dinamiche politiche e della sicurezza regionali, dove intensa è stata nel recente passato l’attività di mediazione di Riyadh.

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