Uno dei primi risultati della visita di cinque giorni del presidente del Somaliland Musa Bihi Abdi a Gibuti è stato la riapertura del confine terrestre tra i due paesi, dopo sei anni di chiusura.

Il presidente Bihi ha voluto spettacolarizzare mediaticamente il risultato, rientrando nel Somaliland alla fine del suo viaggio a Gibuti transitando proprio attraverso il punto di frontiera d Lawyado.

Nella tarda mattinata del 29 dicembre, accompagnato dal ministro gibutiano per l’Acqua, la Pesca e l’Allevamento, Mohamed Ahmed Awale, il presidente Bihi ha attraversato la frontiera accolto entusiasticamente da una folla di connazionali e dalle autorità della regione del Salel, mettendo ufficialmente fine alla lunga parentesi di chiusura con Gibuti.

Nel commentare con la stampa la riapertura delle frontiere, il presidente Bihi ha parlato del suo viaggio di cinque giorni a Gibuti, della fraterna accoglienza da parte del presidente Guelleh e dei grandi progressi economici e sociali che ha potuto ammirare nel paese vicino, affermando che Gibuti e il Somaliland sono etnicamente, culturalmente e climaticamente parte di un sistema unito.

Secondo le poche informazione trapelate in merito ai colloqui tra Bihi e Guelleh nei cinque giorni di visita ufficiale, uno dei temi di maggiore importanza trattati nel corso della visita sarebbe stato quello relativo ad un accordo tra i due paesi per favorire la trivellazione di pozzi d’acqua nell’area di Zela, in Somaliland, e lo sviluppo di condotte per convogliarla a Gibuti.

Non sono emersi dettagli, invece, né in merito alla questione dello sviluppo dei porti, né in merito alla possibilità di un riconoscimento formale da parte di Gibuti dell’indipendenza del Somaliland, all’interno di una dinamica regionale di ampia portata che ha sino ad oggi portato la piccola ex colonia francese a mantenere un profilo di equilibrio con la Somalia.

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