Il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha presentato una proposta per un referendum costituzionale con il quale intende reintrodurre la figura del primo ministro, incrementare di 70 seggi il parlamento e introdurre due nuove cariche di vice-primo ministro, con specifiche funzioni in delega.

La proposta, inserita nell’ambito di quella che il presidente ha chiamato la Building Bridges Initiative (BBI), rischia di lasciare una pesante eredità al successore di Kenyatta, ormai a meno di due anni dalla scadenza del mandato.

Raila Odinga, per ben tre volte sfidante di Kenyatta alle elezioni e suo più tenace oppositore almeno sino al 2018, non solo contesta la scelta del referendum sotto il profilo economico (esorbitante costo di gestione nel mezzo della pandemia che ha fortemente colpito l’economia nazionale) ma anche per quanto concerne le difficoltà di gestione dell’esecutivo che potrebbe comportare per le future amministrazioni.

Non in pochi considerano la proposta di emendamento costituzionale un primo test per misurare la popolarità di quelli che appaiano come i principali candidati delle prossime elezioni, Raila Odinga e l’attuale vicepresidente Willam Ruto.

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