Il 27 febbraio il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha ufficialmente assunto la presidenza della Comunità dell’Africa Orientale (EAC), l’organizzazione regionale fondata nel 2000 e oggi composta da Kenya, Burundi, Ruanda, Sudan del Sud, Tanzania e Uganda.

Kenyatta subentra nel mandato biennale alla guida dell’EAC al presidente del Ruanda Paul Kagame, eletto nel 2019, e nella stessa occasione è stato anche eletto il nuovo segretario generale, il keniota Peter Mutuku Mathuki, che prenderà servizio dal prossimo 25 aprile per un mandato non rinnovabile di cinque anni.

Il presidente Kenyatta, nel partecipare alla riunione virtuale di insediamento – dettata dalle esigenze connesse alla crisi pandemica – ha ringraziato per la fiducia e promesso di occuparsi della regione in modo concreto e nel mutuo interesse.

Kenyatta ha voluto ricordare nel suo discorso la figura del presidente ugandese Yoweri Museveni, grazie alla cui iniziativa fu possibile nel 2000 rifondare l’attuale organizzazione sulle ceneri di quella attiva nel corso degli anni Settanta dello scorso secolo, ricordando anche l’impegno dell’ex presidente del Kenya Arap Moi e di quello della Tanzania Benjamin Mkapa.

Il presidente keniano ha poi illustrato la sua visione per il prossimo biennio alla guida dell’organizzazione, promettendo di rafforzare il partenariato e promuovere la cooperazione interna all’area dell’organizzazione, in particolar modo nel settore dell’economia. Una priorità particolare sarà accordata allo sviluppo del piano “Unione Comune, Mercato Comune e Moneta Comune” per favorire il transito delle frontiere regionali sia ai cittadini che alle merci dei paesi aderenti all’Organizzazione. A questo fine ha sollecitato tutti i membri dell’EAC affinché vengano accelerate le procedure di armonizzazione per il transito delle persone e dei lavoratori nella regione, annunciando al tempo stesso la revoca del visto per i cittadini del Sudan del Sud che si recano in Kenya.

Nell’ambito della stessa cerimonia sono stati anche eletti i sei nuovi giudici della Corte di Giustizia dell’Africa Orientale.

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