Una delegazione eritrea di alto profilo si è recata in visita in Sudan il 24 febbraio, dove ha incontrato  il Presidente del Consiglio Sovrano Generale Abdul Fattah Al-Burhan.

La delegazione, composta dal ministro degli esteri Osman Saleh e dal consigliere  presidenziale Yemane Ghebreab, ha consegnato alle autorità sudanesi un messaggio personale del presidente Isaias Afewerki.

Oggetto dell’incontro, e della missiva del presidente eritreo, la grave crisi in atto tra Etiopia e Sudan, sulla quale l’Eritrea cerca di esercitare il proprio ruolo favorendo una mediazione che ne impedisca un’evoluzione conflittuale.

Preoccupato per l’evoluzione delle tensioni tra i due paesi, Isaias Afeworki ha inviato ai vertici delle istituzioni sudanesi un messaggio nel quale vengono individuate le diverse questioni che contrappongono gli interessi tra il Sudan e l’Etiopia, formulando proposte per favorire la distensione e invitando le parti alla riflessione e alla moderazione.

Afeworki, il cui sostegno al premier etiopico Abiy Ahmed nel contrasto ai vertici del TPLF non è certo un segreto, teme che il conflitto nel Tigrai possa sfociare in una crisi di più ampie dimensioni, riverberandosi negativamente anche sull’Eritrea.

In particolar modo sono tre i fattori di crisi che in questo momento dividono il Sudan e l’Etiopia: la crisi nel Tigrai e il flusso di profughi in uscita dalla regione, la contesa nell’area dell’al Fashaga e, non ultimo, le più recenti rivendicazioni sudanesi sul territorio dove sorge la diga del GERD.

La delegazione ha incontrato anche il primo ministro Abdallah Hamdock, con il quale è stato discusso sia della questione etiopica sia più ad ampio raggio delle dinamiche politiche regionali.

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