Secondo quanto riportato dalla rivista Africa Intelligence lo scorso 3 marzo, il Qatar avrebbe avviato una procedura attraverso gli Stati Uniti per il recupero di circa 280 milioni di US$ concessi circa dieci anni fa sotto forma di prestito all’Eritrea, dopo il fallimento di un analogo tentativo esperito in Gran Bretagna nel 2018.

L’azione del Qatar per il rimborso del proprio credito rappresenterebbe l’ultimo episodio di un progressivo deterioramento dei rapporti tra i due paesi, dopo un lungo periodo in cui sono stati al contrario intensi e reciprocamente proficui.

La crisi nel rapporto tra Asmara e Doha si inserisce nell’alveo della più ampia crisi tra Emirati Arabi Uniti e Qatar, che espande nel Corno d’Africa l’onda d’urto del suo potenziale, interessando prioritariamente la Somalia e l’Eritrea.

In particolar modo, con l’apertura della base militare di Assab e l’avvio di una cooperazione tra Eritrea ed Emirati Arabi Uniti sul Mar Rosso, quello che un tempo fu l’intenso rapporto di Asmara con Doha è stato pragmaticamente sacrificato sull’altare della realpolitik regionale.

Con la firma degli accordi di pace tra Etiopia ed Eritrea del 9 luglio 2018, fortemente favoriti dall’Arabia Saudita e sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti, questo legame si è ulteriormente rafforzato, imponendo al tempo stesso una sempre maggiore distanza dal Qatar.

Ulteriore evoluzione del consumarsi di questa crisi è riscontrabile nella posizione assunta dal canale all news del Qatar Al Jazeera, che ha palesemente accusato l’Eritrea di aver partecipato al conflitto nel Tigrai e aver commesso violenze contro la popolazione civile, in una divulgazione editoriale che, secondo i vertici politici dell’Eritrea, è palesemente schierata con la narrativa del TPLF a svantaggio tanto dell’Eritrea quanto dell’Etiopia.

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