Ismail Omar Guelleh è riuscito infine a trovare uno sfidante alle elezioni presidenziali del prossimo 9 aprile, attribuendogli in tal modo una parvenza di legittimità.

A competere con il presidente nella sua corsa – dalla vittoria scontata – verso il quinto mandato è Zakaria Ismael Farah, uomo d’affari che presiede il piccolo partito Movimento per lo Sviluppo e l’Equilibrio della Nazione Gibutiana (MDEND), mentre le opposizioni continuano ad invitare al boicottaggio delle elezioni.

Il presidente Guelleh ha iniziato la sua campagna elettorale il 26 marzo, con un comizio nella cittadina settentrionale di Tadjourah, cui seguiranno altri appuntamenti che si concluderanno poi nella capitale il 7 aprile prossimo.

Al tempo stesso, le forze di opposizione considerano un grave episodio la legittimazione delle elezioni attribuita dalla partecipazione di Zakaria Ismail Farah e insistono nei loro proclami per boicottare le elezioni, definendo senza mezze misure il governo di Ismail Omar Guelleh una dittatura.

Sia il partito Raggruppamento per la Democrazia e lo Sviluppo Ecologico (RADDE) che il Fronte per la Restaurazione dell’Unità e della Democrazia (FRUD) hanno invitato i gibutiani ad astenersi dal voto, sostenendo che “le elezioni non servono più a Gibuti” e annunciando una “Carta di Transizione” con la quale intendono proporre un piano per prevenire quella che ritengono essere l’imminente implosione del sistema di potere gestito da Guelleh.

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