Tre partiti d’opposizione, oltre al Fronte per la Restaurazione dell’Unità e della Democrazia (FRUD), insieme a quattro ONG, hanno stilato un documento definito “Carta per la Transizione Democratica”, sostenendo che il sistema politico di Ismail Omar Guelleh sia ormai al collasso e proponendo in tal senso una proposta di transizione incruenta verso la democrazia.

La decisione di una parte delle forze di opposizione di riunirsi nel promulgare questo documento sorge all’indomani dell’inaspettata candidatura di Zakaria Ismail Farah alle elezioni presidenziali del prossimo 9 aprile, che ha di fatto legittimato la quinta corsa del presidente alle elezioni e assicurato al tempo stesso la certezza della sua rielezione.

Un documento che, a dispetto delle previsioni sulla stabilità di Guelleh,  dimostra la debolezza delle forze d’opposizione, incapaci di una sintesi unitaria e di una vera campagna trasversale capace di superare l’elemento del sostegno clanico al presidente in carica da 22 anni.

Per quanto la Carta sia stata presentata da molti come una piattaforma politica comune delle opposizioni, questa è ritenuta in larga misura destituita di fondamento nelle conclusioni, non essendo allo stato attuale ravvisabile in alcun modo un segno di cedimento del potere di Gulleh.

Non ha aderito infine alla stesura della Carta il partito del Raggruppamento per l’Azione, la Democrazia e lo Sviluppo Ecologico (RADDE), il cui leader, Abdurrahman Mohamed Guelè, chiede ai cittadini di Gibuti di manifestare la propria opposizione a Guelleh semplicemente annullando le schede elettorali.

La rielezione di Ismail Omar Guelleh, il prossimo 9 aprile, sembra presentarsi quindi scontata, mentre la capacità dei movimenti di opposizione di rappresentare una reale piattaforma di alternativa politica si allontana sempre più, in assenza di una reale agenda collettiva.

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