Lo spoglio dei voti per le elezioni presidenziali a Gibuti ha confermato un risultato più che scontato. Ismail Omar Guelleh ha vinto con il 97,44% delle preferenze, assumendo per la quinta volta la carica presidenziale.

Hanno votato secondo le fonti governative circa 177.000 gibutiani, attribuendo solo il 2% dei propri voti all’unico sfidante di Guelleh, mentre l’1% delle schede è risultato nullo.

Le forze di opposizione avevano cercato di contrastare il tentativo di Ismail Omar Guelleh di candidarsi per un quinto mandato, invitando gli elettori ad astenersi dal voto e boicottando le elezioni stesse attraverso un invito a non presentare candidati alternativi.

Boicottaggio riuscito fino a pochi giorni prima del voto, quando l’imprenditore Zakaria Ismail Farah si è provvidenzialmente offerto di candidarsi, legittimando di fatto il presupposto del pluralismo nelle elezioni.

Le opposizioni politiche hanno denunciato la manipolazione del voto definendo statisticamente impossibile il risultato raggiunto, mentre i media governativi sostengono che la stabilità assicurata al paese dalla guida del presidente abbia assicurato a Guelleh una nuova manifestazione di fiducia popolare.

Lo stesso Guelleh, all’inizio della campagna elettorale aveva sostenuto nel corso di alcune interviste con la stampa di volersi candidare solo perché fortemente spinto dal popolo gibutiano a farlo, nel solco di un cammino politico che ha assicurato stabilità e benessere al paese.

Il risultato elettorale, già annunciato nella sostanza, deve essere adesso formalmente confermato dal consiglio costituzionale. Una mera formalità.

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