A pochi giorni dalla visita del presidente eritreo Isaias Afewerki, l’8 maggio si è recato in Sudan anche il presidente congolese Felix Tshisekedi, nella sua duplice veste di presidente della Repubblica Democratica del Congo e di presidente pro tempore dell’Unione Africana.

Nessun mistero sullo scopo della visita, come ampliamente riportato dalla stampa sudanese e internazionale, dove il viaggio di Tshisekedi viene specificamente indicato come un tentativo di mediazione sulla complessa faccenda della diga etiopica del GERD.

Tshisekedi è stato ricevuto dal presidente del Consiglio Sovrano Abdel Fattah al Burhan, ed ha poi incontrato anche il primo ministro Abdalla Hamdock, con i quali ha discusso sia delle relazioni bilaterali tra Sudan e RDC, sia, e soprattutto, della sempre più complessa vicenda della diga del GERD, su cui l’Unione Africana sta cercando di costruire una mediazione multilaterale.

Nello stesso giorno ha visitato Khartoum anche il rappresentante speciale per il Corno d’Africa del governo degli Stati Uniti, Jeffrey Feltman, che ha incontrato il Gen. Al Burhan per discutere anch’egli della questione connessa allo sviluppo della diga del GERD.

Con entrambi, il presidente del Consiglio Sovrano ha ribadito la volontà del Sudan di individuare una soluzione negoziale per la definizione delle questioni che riguardano il completamento e la messa a regime della diga etiopica, confermando l’ammorbidimento dei toni che ha caratterizzato il dialogo regionale nel corso delle ultime settimane.

L’unione Africana cerca con la visita di Tshisekedi di far ripartire il dialogo tripartito, dopo il fallimento della riunione di Kinshasa dello scorso mese di Aprile, mentre l’inviato speciale degli Stati Uniti è impegnato in una missione regionale che lo ha già portato a visitare il Cairo e che lo condurrà ad Addis Abeba prima del rientro a Washington.

Solo pochi giorni prima, il 4 maggio, si erano recati in visita in Sudan anche due senatori democratici statunitensi, Chris Coons (presidente di un sottocomitato del Comitato per le Relazioni Internazionali del Senato) e Chris Van Hollen (presidente del sottocomitato per l’Africa e le politiche globali per la salute).

Anche in questo caso i due esponenti istituzionali sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio Sovrano al Burhan, con il quale hanno discusso ad ampio raggio delle principali questioni regionali, tra i quali la complessa vicenda della diga del GERD. Il presidente al Burhan, nel riaffermare la volontà di individuare una soluzione negoziata al problema, ha ribadito come il Sudan ritenga necessario che l’Etiopia coordini la sua politica di gestione della diga con Khartoum e con il Cairo, condividendo tutti i dati relativi ai flussi idrici connessi sia all’accumulo nel bacino della diga, sia al funzionamento stesso degli impianti idroelettrici.

La visita dei due senatori ha avuto come principale oggetto di discussione le questioni economico-finanziarie del paese e la cancellazione del Sudan dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo. Ulteriore elemento emerso nel corso dell’incontro ha riguardato la struttura delle forze armate sudanesi, che gli Stati Uniti auspicano possa evolvere in chiave unitaria nel corso dei prossimi mesi, riconducendo le molte milizie che operano più o meno sotto l’egida del governo centrale all’interno di un’organizzazione unitaria e al servizio del processo di stabilizzazione del paese.

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