La visita in Sudan, a Khartoum, dei senatori democratici statunitensi Chris Coons e Chris van Hollen ha avuto un carattere preminentemente economico.

Nel corso degli incontri con il ministro delle Finanze, Jibril Ibrahim, sono stati discussi gli strumenti e le strategie per il pieno reingresso del Sudan nella comunità finanziaria internazionale all’indomani della rimozione del paese dalla lista del Dipartimento di Stato USA degli stati sponsor del terrorismo. Condizione che permette al paese oggi di accedere agli strumenti per la ristrutturazione del debito estero (circa 70 miliardi di US$) e al finanziamento da parte del Fondo Monetario Internazionale.

Ed è proprio il FMI che, il 7 maggio, ha confermato di aver raggiunto con il Sudan un accordo per il completamento della seconda ed ultima fase di verifica per l’attivazione del programma di aiuto sul debito,  che entro giugno dovrebbe condurre il paese a raggiungere i risultati richiesti dal Fondo per accedere ai benefici concessi dal programma Highly Indebted Poor Countries (HIPC).

Secondo quanto affermato dal ministro delle Finanze Jibril Ibrahim, il Sudan avrebbe pressoché terminato la seconda revisione del processo di riforme chiesto dal Fondo Monetario Internazionale, che, secondo le stime, potrebbe consentire al paese di ridurre di 50 miliardi di US$ il proprio debito.

In tale cornice, il Sudan ha predisposto per il 17 di maggio l’organizzazione di una conferenza a Parigi per la promozione degli investimenti nel paese, mentre il 5 maggio il governo ha confermato di aver saldato un arretrato di 425 milioni di US$ con la Banca Africana di Sviluppo, grazie ad un prestito ponte assicurato dai governi della Gran Bretagna, della Svezia e dell’Irlanda.

L’adozione di importanti riforme economiche, unitamente al lancio di una nuova politica di attrazione degli investimenti, dovrebbe idealmente consentire al paese di ridurre il proprio debito pubblico a 20 miliardi di US$, consentendo una generale ripresa in tutti i principali settori dell’economia.

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