Continua la lenta ma inesorabile azione giudiziale di DP World contro le autorità di Gibuti, in relazione alla rottura degli accordi commerciali sul porto di Doraleh nel piccolo paese africano.

Nel 2018 è stato infatti revocato bruscamente il contratto per la gestione del terminal container di Doraleh, allora gestito della emiratina DP World, per ricadere poi nella sfera di interessi della società cinese China Merchant Port Holdings.

L’operazione è scaturita della progressiva crescita della rilevanza cinese a Gibuti, a seguito dell’ingresso nel 2016 con la costruzione di una propria base militare e con la contestuale erogazione al governo locale di prestiti finanziari che, in poco più di 6 anni, sono cresciuti sino a rappresentare il 70% del PIL di Gibutii.

La revoca a DP World della licenza per le operazioni del porto di Doraleh è invece ben presto finita dinanzi alla Corte Arbitrale Internazionale di Londra, accompagnata da una ingente richiesta economica in termini di compensazione.

La Corte Arbitrale Internazionale di Londra ha ritenuto inizialmente fondate le richieste di DP World, stabilendo il pieno diritto della compagnia emiratina al risarcimento e al rinnovo degli impegni contrattali assunti da Gibuti. La decisione dell’arbitrato, tuttavia, è attesa per il prossimo 29 giugno.

Il 9 maggio, i legali di DP World negli Stati Uniti hanno chiesto al Dipartimento di Stato di la delibazione di quanto stabilito in via provvisoria dalla corte arbitrale di Londra, nel tentativo di stringere la morsa de propri interessi anche con l’amministrazione di Washington, fomentando la concomitante minaccia cinese e cercando in tal modo di isolare Gibuti dai suoi principali alleati internazionali.

DP World chiede a Gibuti un risarcimento del danno pari a 210,2 milioni di US$, oltre al ripristino del contratto e al pieno recupero degli investimenti sostenuti nello sviluppo delle attività portuali sino al 2018. Il danno, secondo le stime di DP World, coprirebbe solo i mancati guadagni stimati per gli anni dal 2018 al 2020, mentre potrebbe raggiungere entro breve tempo il valore di 1 miliardo di US$, assommandosi gli ammanchi sul guadagno attesi dall’esercizio del porto di Doraleh nel 2021-2022.

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