Il 20 maggio il Senato degli Stati Uniti ha approvato la risoluzione n. 97, prendendo posizione contro le violenze e le violazioni dei diritti umani nel conflitto del Tigrai, in Etiopia, e chiedendo l’uscita immediata delle truppe eritree dalla regione.

La risoluzione è stata fortemente sostenuta dal Tigray Center for Information and Communication (TCIC), un’associazione della diaspora tigrina negli Stati Uniti che ha avviato un’intensa di lobby presso il Senato USA, riuscendo ad ottenere i numeri necessari per l’approvazione di una specifica risoluzione.

Nell’ambito dello stesso provvedimento si chiede l’avvio di indagini indipendenti sui crimini commessi nella regione del Tigrai, l’individuazione dei responsabili delle violenze e delle violazioni dei diritti umani e la loro consegna alla giustizia.

L’Associazione della diaspora tigrina cercherà adesso di ottenere una similare pronuncia dalla Camera dei Rappresentanti, nell’intento di convincere l’amministrazione Biden ad intraprendere misure più concrete tanto contro l’Etiopia quanto l’Eritrea.

Allo stesso tempo, il Dipartimento di Stato USA ha espresso le proprie preoccupazioni per quello che ha definito come un crescente numero di azioni militare atte a bloccare l’accesso degli aiuti umanitari nell’area del Tigrai. Tale preoccupazione è stata accompagnata dalla richiesta all’Etiopia e all’Eritrea per far adottare alle proprie forze militari presenti in loco ogni misura necessaria a garantire il rispetto degli obblighi previsti dal diritto internazionale. In tal modo, il Dipartimento di Stato reitera anche in maniera indiretta la propria convinzione circa la presenza delle unità militari eritree in loco, richiamando alle responsabilità più volte specificate per le violenze commesse e per la gestione dell’incolumità della popolazione civile.

Il Dipartimento di Stato, infine, chiede l’immediato ritiro delle unità militari eritree dall’area del Tigrai, sostenendo di non disporre allo stato attuale di alcun elemento atto a comprovare l’uscita di queste forze, come più volte assicurato in sede di colloqui internazionali.

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