Dopo la selezione della Judicial Service Commission (JSC) del 27 aprile, mercoledì 19 maggio il parlamento ha approvato all’unanimità il report della Justice and Legal Affairs Committee (JLAC)che designava la Koome come prossima presidente della corte suprema. Il presidente Kenyatta ha poi ufficialmente nominato l’ex presidente della corte d’appello di Nairobi con un comunicato nella gazzetta ufficiale.

Martha Koome è entrata nella storia in qualità di prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia del Kenya ed è la quindicesima in totale. La sua elezione è dovuta al ritiro di David Maraga a gennaio che aveva raggiunto l’età limite di 70 anni.

L’elezione della Koome rientra nel tentativo di riavvicinare e pacificare l’esecutivo e il giudiziario, come da lei detto nei colloqui con la JSC. È ancora aperta la questione della mancata elezione dei 41 giudici da parte del presidente Kenyatta, risalente a gennaio del 2020 che ha visto l’ex presidente della corte suprema David Maraga accusare il presidente Kenyatta di voler interferire con il potere giudiziario, anche con una mancanza di fondi stanziati per quest’ultimo. La questione  più recente riguarda invece il blocco della corte suprema del BBI, fatto che l’esecutivo ha interpretato come ripicca per la situazione in atto.

La Koome ha già spiegato che intenderà rimarcare l’indipendenza del potere giudiziario sull’esecutivo e cercherà una soluzione alla mancanza di fondi che sta provocando un rallentamento nei lavori dei tribunali. Si è anche detta disposta ad aprire un dialogo con l’esecutivo e il legislativo per la questione dei 41 giudici. La sua presidenza si è quindi aperta subito con una grande sfida, ricucire 3 anni di tormentati rapporti tra due poteri dello stato.

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