Un team elettorale (il FIET: Federal Indirect Elections Team) indicherà a breve la data esatta(indicativamente tra fine luglio e agosto), in un processo che resta sotto la supervisione del Primo Ministro. 101 tra notabili e anziani nomineranno invece ciascun parlamentare designato in un sistema indiretto; seguiranno poi le presidenziali.

Nell’evento pubblico a chiusura dell’esercizio di dialogo il Presidente Farmajo ha ringraziato pubblicamente i partecipanti in presenza dei Presidenti dei due rami del Parlamento, del sindaco di Mogadisico e Governatore del Banadir e dei leader degli altri Stati regionali. Tutti hanno dunque pubblicamente avallato l’accordo, in presenza dei Rappresentanti esteri. 

Roble ha ringraziato Farmajo – un gesto significativo – e indicato nella pazienza, nella flessibilità, nella disponibilità di tutti al compromesso individuando soluzioni politiche qualificate gli elementiper giungere a un risultato tanto atteso quanto legato a molte incertezze.

Queste non spariscono di incanto. L’ufficio del Premier dovrà vagliare le candidature pervenute, un processo che è facile immaginare irto di ostacoli. Una esplosione in un mercato a Baidoa con un bilancio di sette vittime è solo uno tra tanti eventi di terrorismo jihadista che ancora piagano il Paese. 

Il 31 maggio si sono inoltre tenute con lunghe file ai seggi le elezioni legislative e amministrative in Somaliland, decisione su cui quella leadership ha proseguito imperterrita e con il sostegno di importanti partner stranieri. Forze di sicurezza del Puntland hanno sequestrato del materiale elettorale, suggerendo che le tensioni di confine restano una costante. Proprio in protesta con il Somaliland lo Speaker del Senato Hashi aveva dapprima negato la propria presenza alla cerimonia di firma dell’accordo, protesta poi rientrata 

La decisione di procedere con il voto rassicura soprattutto i partner esterni e si è sollevato un coro di unanime approvazione per Roble. Nel lodare il risultato raggiunto gli Stati Uniti hanno occupato la prima fila – avendo tirato un sospiro di sollievo dopo il mediatico ritiro del 2020, mentre la Gran Bretagna informava che proprie Forze speciali aggiuntive saranno inviate in Somalia per un anno, per addestrare unità somale in funzioni di anti-terrorismo. 

È un tassello del maggiore impegno di Londra nell’area del Corno, epicentro di interessi multiformi e divergenti.

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