Un recente caso di cronaca ha riacceso il dibattito in Kenya in merito alla cooperazione con la Turchia e, soprattutto, alla gestione dei programmi bilaterali sulla sicurezza.

Il caso è sorto all’indomani del trasferimento in Turchia, grazie alla collaborazione delle forze di polizia del Kenya, di un nipote del religioso dissidente Fethullah Gulen, da anni in esilio negli Stati Uniti.

Selahaddin Gulen, nipote del clerico su cui grava un mandato di cattura del governo della Turchia con l’accusa di aver organizzato il tentativo di golpe del 2016, sarebbe stato fermato dalle autorità del Kenya mentre era in visita alla moglie che insegna a Nairobi.

Il fermo di polizia si sarebbe ben presto trasformato in estradizione, con la consegna alle autorità turche del ricercato e il suo immediato trasferimento in volo in Turchia.

Nessuna conferma sull’episodio è stata ancora fornita dal governo di Nairobi, dove numerose sono le infrastrutture scolastiche riconducibili alla rete del religioso Fethullah Gulen, e dove insegna anche la moglie del nipote arrestato e trasferito in custodia ai turchi.

La rete di iniziative di Fethullah Gulen in Kenya comprende scuole a Nairobi, Mombasa e Malindi, gestite dalla Fondazione Omerive, e considerate tra le migliori del paese.

Secondo quanto ricostruito dalla stampa, Selahaddin Gulen, con passaporto turco ma permesso permanente di residenza negli Stati Uniti, sarebbe arrivato in Kenya lo scorso ottobre per visitare la moglie a Nairobi, entrando nel paese con un visto turistico. Sarebbe stato quindi arrestato immediatamente dagli agenti della polizia di frontiera, sulla base di accuse connesse a “molestie verso minori”, e poi rilasciato condizionalmente con obbligo di firma settimanale, per scomparire poi nel mese di maggio del 2021.

Mentre è stata confermata la sua presenza agli arresti in Turchia, il governo del Kenya non ha voluto commentare i fatti, e la stampa locale alimenta il sospetto che il suo ultimo arresto sia avvenuto proprio all’interno della caserma della polizia keniana dove si recava settimanalmente per la firma.

È del 4 giugno, invece, la notizia di un contratto tra la Turchia e il Kenya per la fornitura di 118 veicoli blindati Hizir, costruiti dalla turca Katmerciler, forniti a condizioni di favore e da impiegarsi nell’ambito dell’impegno militare del Kenya nella Somalia meridionale.

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