L’amministrazione USA ha autorizzato il dispiegamento in Kenya di alcune unità delle proprie forze speciali, con il compito di fornire supporto alle locali forze impegnate nella lotta al terrorismo.

Con una lettera inviata al Congresso, il presidente Biden ha informato della decisione aggiungendo come lo scopo principale della missione sia quello di fornire supporto alle unità delle Kenyan Defence Forces (KDF) nella lotto contro i jihadisti dell’al Shabaab. Tale supporto, come specificato dal Presidente, include il sostegno aereo alle operazioni contro le formazioni jihadiste.

Il presidente degli Stati Uniti non ha indicato nella lettera al Congresso il numero dei militari americani che saranno stanziati in Kenya, limitandosi ad indicarne le funzioni di assistenza e conduzione delle operazioni di anti-terrorismo, addestramento e assistenza alle forze keniane impegnate soprattutto nel nord-est del paese.

Non è stato indicato altresì dove queste unità saranno dislocate, sebbene appaia verosimile un loro stanziamento presso la base di Camp Simba, a Manda Bay, non lontano da Lamu, dove è presente la gran parte delle forze statunitensi stanziate nel paese, e dove il 5 gennaio del 2020 venne sferrato un sanguinoso attacco da parte dell’al Shabaab, che costò la vita a un militare e due civili statunitensi.

La decisione dell’invio delle forze speciali in Kenya fa seguito all’ordine di ritiro dalla Somalia di 700 militari ordinata lo scorso dicembre dall’ex presidente Trump, con l’impegno tuttavia ad un riposizionamento nella regione.

L’amministrazione Biden non intende sottrarsi agli impegni di collaborazione con i paesi della regione, e con il Kenya in particolar modo, considerato strategico per gli interessi globali della sicurezza, cercando tuttavia di evitare le costanti polemiche alimentate dall’opposizione repubblicana in merito all’incremento dell’esposizione militare USA e l’avvio di quelli che soprattutto l’ex presidente Trump suole definire come “nuovi conflitti”.

Il dispiegamento in Kenya di unità delle forze speciali dell’esercito, presumibilmente in numero pari a quelle ritirate dalla Somalia, consente in tal modo di dare continuità allo sforzo delle azioni regionali di anti-terrorismo, senza alimentare inutili polemiche domestiche negli Stati Uniti.

L’invio di queste forze, nell’ambito dei poteri concessi al presidente USA dalla War Powers Resolution (che richiede di informare il Congresso quando militari statunitensi sono inviati in combattimento o in aree dove potrebbero rapidamente determinarsi condizioni belliche), consentirà di offrire contestualmente supporto operativo tanto alle forze del Kenya quanto – indirettamente – a quelle della missione AMISOM in Somalia.

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