Il portavoce del ministero degli esteri etiopico, Dina Mufti, ha tenuto lo scorso 16 giugno la consueta conferenza stampa ad Addis Abeba con i giornalisti della stampa locale ed estera, trattando soprattutto l’argomento connesso alla diga del GERD e commentando il comunicato in materia diramato dalla Lega Araba.

Pochi giorni dopo, attraverso dinamiche non del tutto chiare, il giornale telematico somalo Garoweonline (espressione dello stato semi-autonomo del Puntland), ha dato notizia di questa conferenza stampa, sostenendo tuttavia che Dina Mufti avesse fatto in tale occasione riferimento alla volontà dell’Etiopia di avviare la costruzione di un porto e una base militare lungo le sponde del Mar Rosso.

Garoweonline non ha indicato dove tale infrastruttura potrebbe essere sviluppata, menzionando tuttavia tanto il Somaliland quanto l’Eritrea e Gibuti come possibili sbocchi al mare.

La notizia, sempre secondo Garoweonline, sarebbe stata accompagnata in Egitto da un proliferare di articoli giornalistici attraverso i quali il governo egiziano avrebbe manifestato la propria preoccupazione e le più vive proteste per le intenzioni di Addis Abeba, ritenuta colpevole di voler incrementare il già elevato clima di tensione regionale.

Il portavoce del ministero degli esteri Dina Mufti, tuttavia, ha seccamente smentito le informazioni riportate dalla rivista telematica Garoweonline, negando di aver fatto alcun riferimento alla presunta intenzione etiopica di voler sviluppare una base militare navale sul Mar Rosso.

Con un comunicato diramato dall’agenzia di stampa etiopica EPA, Dina Mufti ha chiarito i termini espressi nel corso della conferenza stampa ed escluso ogni riferimento ad una presunta intenzione dell’Etiopia di progettare una base militare navale nel Mar Rosso.

Tali informazioni, secondo il ministero degli esteri di Addis Abeba, si inseriscono nel solco della propaganda alimentata dai simpatizzanti del disciolto partito tigrino del TPLF, con l’intento di diffondere informazioni atte ad ingenerare la convinzione di una ulteriore e più ampia collaborazione soprattutto con l’Eritrea.

Nessun commento ufficiale sulla notizia è stato in ogni modo espresso dal governo egiziano, avvalorando in talk modo l’ipotesi di un’informazione riportata in modo improprio dalla rivista Garoweonline.

Secondo alcune fonti regionali, infine, Dina Mufti avrebbe accennato alla questione degli interessi marittimi di Addis Abeba non il 16 giugno scorso ma il 2 giugno precedente, nel corso di una diversa conferenza stampa.

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