Il leader dell’Orange Democratic Movement (ODM), Raila Odinga, ha replicato il 19 giugno nel corso di un’intervista alla televisione della Tanzania Star TV alle voci circolate in merito alla presunta assicurazione da parte del presidente uscente, Uhuru Kenyatta, di un ampio margine per le elezioni presidenziali del prossimo anno.

Raila ha ribadito di volersi affermare alle elezioni solo attraverso il voto popolare, aggiungendo che il presidente uscente non ha alcuna capacità nel poter decidere chi risulterà vincitore nelle prossime elezioni.

“Se voglio diventare presidente non ho bisogno che Uhuru mi aiuti”, ha detto Raila Odinga alla stampa, aggiungendo che “Uhuru non può nominarmi presidente. Questa scelta è dei keniani. Quelli che cercano di diffondere queste voci fanno solo propaganda”.

Le polemiche cui ha fatto riferimento Raila Odinga nel corso della sua intervista alla rate televisiva tanzaniana, sono quelle connesse con il sempre più incandescente clima politico del Kenya, dove, in previsione delle elezioni del prossimo anno, i differenti fronti politici hanno già iniziato ad impostare i tratti generali di una campagna elettorale che si preannuncia rovente.

In particolar modo, Raila Odinga viene visto – soprattutto dai suoi avversari – come l’erede politico scelto da Uhuru Kenyatta per una sorta di ideale continuità del suo mandato. Un candidato su cui costruire quindi una forte infrastruttura di sostegno attraverso l’implementazione di riforme politiche e programmi di sviluppo economico.

In particolar modo, i detrattori di Odinga ritengono che l’iniziativa del BBI (Building Bridge Initiative), fortemente sostenuta da Uhuru Kenyatta, sia parte di una precisa strategia da parte del presidente uscente per consolidare il proprio entourage politico e, in particolar modo, proprio Odinga.

I recenti sviluppi giuridici in merito a questo progetto di riforma, tuttavia, hanno determinato una battuta d’arresto che lo stesso presidente ha accusato di essere una mirata azione finalizzata ad impedire il sereno svolgimento delle prerogative politiche del paese.

In un’evoluzione sempre più complessa delle dinamiche politiche di preparazione per le prossime elezioni presidenziali, invece, è del 20 giugno la notizia secondo la quale il presidente Kenyatta si appresterebbe a sostenere un candidato della lista National Super Alliance (Nasa), mentre alcuni analisti locali ipotizzano che il vice presidente William Ruto possa decidere di ritirare la propria candidatura.

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