Nuovi sciami di locuste si sviluppano nel nord della Somalia e in Etiopia orientale: tenute sotto osservazione, si ritiene si dirigeranno verso nordovest risparmiando invece le colture a sud.

Per contrasto, la notizia si accompagna agli studi preliminari circa la creazione di una base di lancio per missili orbitali, a opera della Turchia – che completerebbe idealmente la parabola della cooperazione bilaterale a dieci anni dalla visita di Erdogan avvenuta nell’agosto 2011. Il progetto è parte della competizione regionale tra Ankara e Abu Dhabi, con gli Emirati che hanno già completato il lancio di una propria sonda (“Speranza”) ora diretta verso Marte e con la Turchia che intende atterrare sulla Luna nel 2023.

Le difficoltà sul terreno possono far slittare o riorientare altrove questo programma, che ad ogni modo assevera la profondità e la centralità che la Somalia riveste nei dossier turchi. Se ne ritrova traccia nell’ulteriore gemellaggio stretto tra la Municipalità di Mogadiscio e una città turca: Konya in quest’ultimo caso – per la formazione e la gestione delle risorse idriche e del ciclo dei rifiuti.

Il Somaliland ha da parte sua aperto agli emiratini e la società DP World ha in effetti inaugurato il 25 giugno un nuovo terminal al porto di Berbera sede di investimenti per oltre 400 milioni di dollari. Alla cerimonia in città, in cui sta nascendo una Zona Economica che idealmente dovrebbe essere piattaforma della penetrazione di Abu Dhabi verso il Corno, era presente anche una delegazione di alto livello di Addis Adeba. L’Etiopia vede con simpatia lo sviluppo di una alternativa a Gibuti o all’Eritrea per i suoi commerci.

Proprio con Addis è stato però concluso in parallelo un accordo per il commercio di pescato somalo – ne sono state consegnate già 5.000 t – a fronte dell’arrivo di khat etiope, stupefacente legale di uso comune in tutta l’Africa orientale. Il significato risiede nella ribadita vicinanza con le istituzioni di Mogadiscio, che nonostante le recenti aperture al Kenya continuano a rifiutare la normalizzazione di questa importante voce dell’import da Nairobi. Sul rapporto con l’Etiopia resta in questo momento l’incognita politica delle polemiche circa la partecipazione di soldati somali ad azioni di guerra nel Tigrai, denunciata dalle Nazioni Unite.

Il 26 giugno si è inoltre tenuto un incontro del Primo Ministro Roble con i Governatori regionali al completo, per chiudere le liste dei team elettorali e predisporre i piani operativi logistici e di sicurezza del voto. Ancora una volta, è giunto per primo il leader dell’Oltregiuba Madobe; assente invece – ingiustificato – il Presidente dell’Hirshabelle Gudlawe. Quest’ultimo si dice però ancora intenzionato a rispettare gli accordi di maggio e del settembre 2020. La sua sinora temporanea defezione può essere stata un modo per far arrivare all’orecchio di Roble un messaggio critico circa il voto.

Il periodo trascorso ha visto diverse operazioni di sicurezza nel Bay, nel Medio Scebelli e nel nordest del Kenya, contro terroristi di Al Shabaab; 21 loro accoliti sono stati inoltre giustiziati nel Puntland. La reazione del movimento si è concretizzata in un attacco a una caserma nel Galmudug, con 15 vittime. All’esplosione di una autobomba è seguita l’irruzione di uomini armati, che hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con i soldati presenti durato oltre un’ora – a testimonianza di forti capacità militari.

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