In Etiopia il termine perentorio di dieci giorni dalla data elezioni per la comunicazione dei risultati è scaduto, mentre continua il conteggio delle schede delle elezioni parlamentari tenutesi lo scorso 21 giugno.

Il ritardo è imputato dal governo alle difficoltà di conteggio nei collegi elettorali periferici e nella difficoltà di ottenere entro i tempi stabiliti i risultati dello spoglio.

Il comitato elettorale etiopico (NEBE) aveva annunciato un primo risultato da 73 collegi per lo scorso giovedì 1° luglio, ma, senza annunci giustificativi, questa scadenza è stata disattesa.

Secondo alcuni partiti d’opposizione, invece, il ritardo nella trasmissione dei dati sarebbe dovuta alle fuoriose proteste delle opposizioni, che hanno contestato l’ineleggibilità di molti candidati nei diversi stati regionali, così come la mancanza di un vero e proprio sistema di monitoraggio internazionale.

Dalle prime indiscrezioni trapelate del comitato elettorale etiopico (NEBE) sembrerebbe che nei diversi collegi elettorali dell’Oromia – il più popoloso stato federale dell’Etiopia – il Prosperity Party sia in testa, conquistando la maggioranza dei seggi.

Mentre in Oromia il partito del premier si sarebbe assicurato la maggioranza in nove delle dieci circoscrizioni, ottenendo in tal modo i 27 seggi assegnati allo Stato, nella regione dell’Amhara sembrerebbe che il partito di opposizione Movimento Nazionale degli Amhara abbia conquistato almeno due seggi.

Mancano ancora all’appello invece i voti di una circoscrizione di Gambella, di sette circoscrizioni nell’Afar, otto circoscrizioni della capitale Addis Abeba, quattro circoscrizioni dell’Oromia e due nella regione del Sud.

In una situazione già confusa, il consiglio Afar dei partiti di opposizione (composto dal Partito del Popolo Afar, Partito Nazionale Democratico Unito Afar, partito del Popolo Afar per la Giustizia e la Democrazia e il Partito Afar del Fronte di Liberazione) hanno espresso le loro rimostranze sul processo elettorale e chiesto la riorganizzazione delle elezioni. Contestano frodi elettorali e l’impossibilità di procedere con elezioni trasparenti ed eque.

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