Secondo quanto affermato nel corso di un’intervista rilasciata dal presidente del Tigrai, Debretsion Gebremichael, i militari della Tigray Defence Fore (TDF) avrebbero sconfitto in battaglia 7 delle 12 divisioni dell’esercito federale etiopico inviate nella regione, uccidendo 18.000 soldati nemici e facendone prigionieri oltre 8.000.

Le componenti militari del TPLF, secondo Gebremichael, avrebbero ricevuto istruzioni di muovere adesso verso ovest, per riconquistare le province occidentali del Tigrai ancora sotto il controllo delle forze Amhara, e verso nord, inseguendo le forze eritree nella riconquista dell’intera regione.

Dopo l’uscita delle forze federali etiopiche dalla regione, e la riconquista da parte delle forze tigrine delle principali città, appare con chiarezza come l’obiettivo del TPLF sia primariamente quello di impedire l’isolamento della regione ad ovest nel suo unico sbocco esterno verso il Sudan.

Nelle province orientali, ancora sotto occupazione da parte degli Amhara, circolano voci – di difficile verifica allo stato attuale – relative al tentativo di questi ultimi di occupare militarmente i principali centri urbani e forzare l’esodo delle comunità tigrine. In particolar modo sembrerebbe essere critica la situazione nella città di confine di Humera, dove secondo alcune testimonianze alla popolazione locale sarebbe stato intimato di lasciare la città, mentre le forze del TDF sarebbero ormai prossime al contatto con quelle Amhara, preparandosi allo scontro per la riconquista di un’area strategicamente fondamentale per la gestione dei futuri assetti politici del Tigrai.

Nel susseguirsi di voci e indiscrezioni che accompagna questa rapida controffensiva delle forze del TPLF nella riconquista della regione del Tigrai, da più parti verrebbero confermate le intenzioni di alcuni alti esponenti del TPLF connesse alla volontà di voler varcare il confine con l’Eritrea e portare in tal modo il conflitto in direzione di Asmara.

Il risentimento tigrino nei confronti dell’Eritrea è oggi al culmine, attribuendo al presidente Isaias Afewerki buona parte della responsabilità del conflitto in corso, e ritenendo quindi necessario eradicare alla radice il pericolo di un nuova crisi concentrando lo sforzo militare in un’ultima, decisiva, battaglia per provocare la caduta del regime eritreo.

Cauto si è dimostrato su queste intenzioni invece il presidente del Tigrai, Debrestion Gebremichael, che ha parlato della necessità di essere realistici in merito alla possibilità di conquistare l’Eritrea e della caduta del regime, che, nelle sue parole, deve avvenire per volontà degli eritrei.

Nel merito della capacità di riconquista da parte delle TDF del Tigrai settentrionale, invece, sono circolate voci nei giorni scorsi secondo le quali i tre ponti che attraversano il fiume Tekezè tra Humero e il confine con la regione dell’Afar sarebbero stati fatti saltare con gli esplosivi dalle forze dell’esercito federale o da quelle eritree, per rallentare l’avanzata tigrina. La distruzione dei ponti, tuttavia, avrebbe reso estremamente difficoltoso il transito degli aiuti umanitari in direzione delle città settentrionali.

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