Il presidente del Consiglio Sovrano di Transizione del Sudan, generale Abdel Fattah Al Burhan, ha annunciato il 19 agosto in una conferenza stampa di aver dato incarico ad alcuni funzionari del governo di avviare le necessarie consultazioni per la formazione di un comitato incaricato di costituire la Commissione Elettorale e la Commissione per la stesura della Costituzione.

Le elezioni si terranno secondo le previsioni nel gennaio 2024, al termine del periodo di gestione del potere da parte del Consiglio Sovrano di Transizione, stabilito nell’agosto del 2019 per una durata di tre anni e tre mesi, e poi prorogato con inizio a decorrere dall’ottobre del 2020.

La Commissione Elettorale dovrà adesso convocare le diverse parti politiche del paese e studiare la nuova distribuzione dei distretti elettorali, oltre a promuovere un censimento nazionale e un registro civile attraverso il quale attribuire la capacità di voto a tutti i cittadini sudanesi.

Sul piano della politica regionale, invece, è opportuno segnalare che il primo ministro Abdalla Hamdok si è recato il 19 agosto nel Sud Sudan, a Juba, per una visita ufficiale di due giorni, in un momento di grande tensione politica caratterizzato dalle tensioni all’interno del gruppo SPLM/A-IO (Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese – Esercito di Opposizione), del vicepresidente Riek Machar, all’indomani dell’annuncio del 4 agosto scorso da parte del suo ex capo di stato maggiore, generale Simon Gatwech Dual, di aver destituito Machar dalla guida del partito.

Lo scopo della visita di Hamdok nel Sud Sudan è quella di discutere l’implementazione degli accordi di Juba siglato lo scorso anno, che il ministro degli Esteri di Khartoum, Mariam al-Mahdi, ha definito come “attuati lentamente”. Nel corso della visita Hamdok ha incontrato il presidente Salva Kiir e Machar, con i quali ha discusso dei rapporti bilaterali tra i due paesi.

Ha destato sgomento, il 15 agosto, la notizia dell’omicidio nel Sud Sudan di due suore dell’ordine del Sacro Cuore, Mary Abud e Ragina Roba, uccise insieme ad altre tre persone in un’imboscata tesa al bus su cui viaggiavano le due religiose sulla strada che collega la capitale Juba con Nimula, vicino al confine con l’Uganda. La dinamica dell’omicidio sembra escludere che l’obiettivo fossero le religiose, trattandosi probabilmente di un tentativo di rapina.

Il primo ministro Abdalla Hamdok, infine, ha affermato nel corso di un’intervista tenutasi a Khartoum lo scorso 17 agosto che il Sudan, nonostante il rifiuto dell’Etiopia all’offerta di mediazione sudanese, continuerà a spingere per una soluzione pacifica del conflitto, “esercitando ogni sforzo necessario per assicurare l’unità la sicurezza e la stabilità dell’Etiopia”.

La posizione espressa da Hamdok conferma la continuità del tentativo del Sudan di stabilire un rapporto con l’Etiopia costruito su toni conciliatori, indipendente e distante dalla linea promossa dall’Egitto, e con l’obiettivo di individuare spazi negoziali per la soluzione delle due questioni più delicate del rapporto bilaterale con Addis Abeba, la diga del GERD e la questione confinaria nell’area dell’al Fashaga.

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