Terroristi degli Al Shabaab hanno riconquistato nel Bay e nel Mudug posizioni che avevano perduto a vantaggio delle Forze nazionali somale (26 agosto); altrove in queste aree sono invece queste ultime ad aver avuto ragione dei militanti: a Camaara (Mudug) con supporto aereo di Forze statunitensi. 35 soldati e 90 terroristi risultano uccisi (24 agosto).

A Beledwyene (Hiran, Somalia centrale) una milizia armata al comando di un colonnello di recente esonerato dall’Esercito ha invece preso il controllo dei principali edifici istituzionali (22 agosto). L’evento appare frutto di dinamiche locali, ma evidenzia la fluidità degli schieramenti e delle rivendicazioni.

Il raid USA è stato riconosciuto in via ufficiale da quel Comando per l’Africa (AFRICOM) con un comunicato – che conferma l’attenzione all’insorgenza somala resti alta e che il contrasto include esplicitamente il ricorso a droni. Negli ultimi due mesi è in corso una controffensiva volta a riprendere il controllo di parte delle aree dell’entroterra tuttora controllate dai jihadisti.

Forze ugandesi di AMISOM (Missione dell’Unione Africana) hanno affermato al contempo di aver sventato un attacco terroristico durante il funerale a Mogadiscio del gen. Lokech, che in passato ha avuto la responsabilità di operazioni anti Al Shabaab nell’interno – ricorrenti e tuttavia ancora non coronate da successo. Per contribuirvi, Kampala invierà un contingente aggiuntivo da circa 1.850 unità. Oltre 6.200 militari sono già presenti nel Banadir e nel Medio e Basso Scebelli, formando il nucleo maggiore della Missione.

Sul piano politico, rileva l’incontro tra il Premier Roble e i Governatori di Banadir (Mogadiscio), Galmudug, Hirshabelle, Oltregiuba, Puntland e Stato del SudOvest sulle procedure per l’elezione dei 275 deputati della Camera Bassa. Salutata dai donor internazionali, nella riunione si è confermato un voto indiretto, con delegati degli Stati federali selezionati dai clan – ma con procedure leggermente modificate per giungere alla loro designazione.

L’opposizione ha respinto queste novità in quanto teme uno slittamento del voto; un comitato di tre membri esaminerà le obiezioni. Ciò suggerisce che la formula scelta da Roble, volta a stemperare le animosità dirette con il ricorso a figure ‘tecniche’ riesca ancora a mantenere aperti canali di dialogo evitando più insanabili rotture. I disaccordi potrebbero tuttavia far spostare il voto delle presidenziali.

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