Condannati ‘fermamente’ in Consiglio di Sicurezza ONU gli atti terroristici condotti dagli Al-Shabaab in Somalia, questo ha approvato il 31 agosto la Risoluzione 2592 (2021), con cui è estesa fino a maggio 2022 la Missione di assistenza qui autorizzata (UNSOM). Ci si propone anzi di ramificarla nel Paese, se le condizioni di sicurezza lo consentiranno; in parallelo, il Consiglio suggerisce di coordinare la programmazione con l’Unione africana e con il Governo – e gli Stati federali – per accelerare il percorso di transizione politica: queste parole sono segno dei tempi e che possono preludere a una convergenza tra UNSOM e AMISOM.

Mentre il Puntland ha deciso di inviare propri militari ad Amara nel Galmudug per combattervi le minacce del terrorismo, che in queste aree si identificano talora anche con il Daesh, la stabilità può essere ancora minacciata soprattutto da una mancata intesa dei leader nazionali e locali verso la transizione ordinata.

Non vi sono ad ogni modo più che mugugni rispetto alle intese tra il Premier Roble e i Governatori. Roble ha concluso gli incontri con i rappresentanti dell’opposizione (30 agosto), voluti per sanare le perplessità sorte sui meccanismi di voto; ulteriori incontri sono avvenuti con i comitati elettorali. Si osserva che in tendenza il Premier ‘usa’ l’accordo con i Governatori per forzare in una certa misura la mano ai secondi; questi hanno sabotato i passi verso un suffragio universale e temono ora i contraccolpi di un sistema ‘troppo’ legato alle influenze tradizionali e ai poteri locali, che assicureranno anche lo scrutinio dei voti.

Manca ad ogni modo ancora una data formalizzata per l’avvio delle operazioni di voto dei deputati e dunque sebbene resti l’indicazione al 10 agosto, questa potrebbe subire slittamenti. Con il contributo costruttivo di notabili e anziani, il processo appare ancora in essere. Mentre gli osservatori internazionali restano infatti ancora piuttosto scettici delle potenzialità del voto, i legami tradizionali restano in ipotesi in questa fase un catalizzatore positivo verso il voto, che può stemperare le inclinazioni a violenza presenti e ribadite dagli jihadisti (2 settembre).

Molto discussa a questo proposito è la morte di una agente di sicurezza – Ikran Tahlil – scomparsa da giugno. I familiari non celano accuse ai vertici degli organismi di sicurezza nazionale, di aver orchestrato una messinscena e false accuse al terrorismo, che coprirebbero una gestione invece personalistica di questi delicati dossier. Roble ha chiesto una versione ufficiale esaustiva, entro 48 ore – ovvero entro lunedì 6 settembre. Indebolire il legame tra Governo e strutture di intelligence torna ovviamente utile alle opposizioni e il tema è divenuto centrale nel dibattito pubblico.

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