Intensa attività diplomatica di Gibuti nell’ultima settimana di agosto, con l’obiettivo di rafforzare alcune delle principali prerogative regionali di interesse per la piccola repubblica del Corno d’Africa.

Il 30 agosto il ministero degli Esteri di Gibuti ha espresso il suo “più profondo rammarico” per la decisione dell’Algeria di rompere le relazioni diplomatiche con il Marocco, auspicando una veloce soluzione della crisi. Il Marocco e l’Algeria, definiti come “paesi fratelli” dal governo di Gibuti, condividono secondo Gibuti l’interesse per la promozione della stabilità africana e del mondo arabo.

La posizione espressa da Gibuti, per quanto conciliatoria, è allineata con quella del Marocco e dei suoi principali partner internazionali, tra i quali gli Stati Uniti.

Il 31 agosto il primo ministro etiopico Abiy Ahmed e il presidente gibutiano Ismail Omar Guelleh hanno avuto una conversazione telefonica per discutere delle principali questioni di interesse bilaterale. Sebbene non siano trapelate indiscrezioni in merito al colloquio, è evidente come le questioni di sicurezza connesse all’evoluzione del conflitto nel Tigrai e, soprattutto, l’espansione del conflitto nello stato regionale dell’Afar, abbiano senza ombra di dubbio costituito la pare centrale di questo colloquio.

Il giorno successivo, invece, ha presentato le proprie credenziali al ministero degli Esteri di Gibuti il nuovo ambasciatore etiopico nel paese, Abdi Mahmoud Ibe. A riceverle il direttore generale del protocollo, Faisal Alie.

Sempre il 31 agosto, invece, il Ministro degli Esteri del Kuwait, Sheikh Ahmad Nasser Al-Mohammad Al-Sabah, ha ricevuto l’ambasciatore gibutiano Mohammad Ali Moumin per i saluti ufficiali al termine del proprio mandato nel paese. Nell’occasione sono stati ribaditi i forti legami tra i due paesi e il crescente profilo di cooperazione.

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